giovedì 17 settembre 2009

L'amore e basta - S. Consiglio (2009)

L'amore e basta di Consiglio è una serie di 9 interviste ad altrettante coppie (o famiglie, a seconda della definizione che gli intervistati preferiscono darsi) omosessuali, in Italia e all'estero. Con un prologo, la lettura di un brano di Aldo Nove da parte di L. Zingaretti. Ed una serie di brevi intervalli a fumetti.
E' dunque un documentario, o meglio un documento, in cui tutto è incentrato sulle voci, i volti, i movimenti, insomma sulla normalità dei protagonisti. Che, privi di campo alle spalle - davanti a semplici muri o finestre o prati - si raccontano e rispondono alle domande del regista. E' un documento sull'amore e su come queste 9 coppie vivono la loro storia d'amore. Non è, non vuole essere una denuncia, nè un confronto sulle diverse legislazioni nei vari Paesi europei (anche se la coppia spagnola è felice della sua "regolarità"), nè una presa di posizione politica sugli aspetti più delicati, dall'adozione al matrimonio fra persone dello stesso sesso. Anzi, il lavoro di Consiglio mantiene sempre un atteggiamento molto prudente, attento a sottolineare le diverse sfaccettature ed a fare emergere vari e contrapposti punti di vista su ogni argomento.
E questo, che avrebbe potuto finire per far perdere un pò di vigore al documento, restituisce invece per una volta un'immagine molto meno "monolitica" del cosiddetto mondo omossessuale, all'interno del quale - come è ovvio e normale, ma generalmente dimenticato - convivono persone, piccole-grandi persone, ciascuna con le sue idee, difficoltà e pregi.
Le - sacrosante - battaglie aspre per la conquista di diritti civili (o, nella triste attualità italiana, per il semplice diritto all'esistenza) sono qui lasciate in secondo piano per entrare molto più nel privato di queste coppie/famiglie, non a caso intervistate tutte in ambienti domestici o comunque familiari. L'amore e basta è un lavoro delicato e profondo che, proprio per questo suo non cercare la sensazione, probabilmente non riceverà i favori del pubblico e della distribuzione. Ma sarebbe da mostrare nelle scuole, ai ragazzini, affinchè s'abituino a vedere le persone, ad ascoltare e capire la complessità e l'individualità di ciascuno, prima di (ispirandoci ad Aldo Nove) imparare le parole e le categorie generalizzanti, le allusioni offensive, che preparano il campo alla vergogna, all'isolamento, all'emarginazione, al rifiuto.

Presentato a Venezia 2009

Nessun commento: